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sabato 24 dicembre 2016

Una Ventata d'Oriente: L'unicità delle tradizioni Nipponiche

Cari lettori del nostro blog, innanzitutto, vi auguriamo Buon Natale in anticipo anche se manca ancora qualche ora. 😁 Data l'aria di festa, abbiamo deciso di dedicare lo spazio dedicato alla cultura asiatica alle tradizioni giapponesi che abbiamo visto negli anime e letto nei manga. Non parleremo del Natale perché come avrete letto in molti lavori non è una festa celebrata come la intendiamo noi, anzi, quel giorno scuole e uffici sono aperti perché non è una festa ufficiale nazionale e ci si limita allo scambio di regali con il/la proprio/a fidanzato/a. Il giorno di Capodanno e la notte dell'ultimo dell'anno sono invece delle giornate piene di tradizioni che persone di tutte le età amano osservare. Se ci fate caso, nei manga avviene di solito qualcosa di brutto (tipo un incidente) o di bello (tipo una dichiarazione d'amore) in quel giorno! Perché è la notte "più lunga" dell'anno in senso lato e tutto può accadere. 😆

martedì 16 agosto 2016

"Una Ventata d'Oriente"...

Quest'oggi il nostro viaggio non sarà alla scoperta del Giappone, ma di un'altra nazione asiatica: la Corea :) e dato che è tempo di giochi olimpici non potevamo non occuparci proprio dei giochi/passatempi estivi, ma non solo, coreani ;)

Il nostro itinerario ci porterà all'ombra degli alberi che popolano i parchi cittadini che d'estate e durante le feste diventano teatro di giochi all'aria aperta.
Ebbene sì, i coreani, soprattutto gli anziani, per passare il tempo all'aria aperta, nonostante la calura estiva, si ritrovano a cercar riparo sotto gli alberi, muniti di ventagli e di tanta voglia di divertirsi. E proprio stando in compagnia tra amici trascorrono piacevolmente il tempo a giocare a Janggi, gli scacchi coreani.

Il gioco del Janggi è stato importato dalla Cina, difatti ha molto in comune con lo Xianggi, gli scacchi cinesi. Ciononostante col tempo il gioco ha acquistato delle caratteristiche del tutto nuove, discostandosi dall'antica versione da cui ha tratto origine, pur conservando alcuni tratti originari.
Negli scacchi coreani le pedine sono ottagonali e di varie taglie disposte sulle linee diagonali. Si gioca con pezzi rossi o verdi. I rossi presentano i caratteri cinesi. I verdi presentano le stesse figure, ma in corsivo, però alcuni pezzi verdi hanno caratteri a sé stanti. 
Un altro dei giochi tradizionali molto diffuso e che trae sempre origine da un gioco cinese è il baduk, il go coreano. Lo si gioca con pedine bianche e nere e lo scopo è accerchiare gruppi di pedine avversarie eliminandole.
Questi giochi sono dei giochi, però, prettamente maschili.
Eh, già, in quel dell'Asia c'è una netta distinzione tra i giochi da uomini, quelli da donne e quelli da bambini.
I giochi femminili sono quelli di carte, in particolare il Hwatu che deriva dall'Hanafuda nipponico e che tradotto letteralmente significa battaglia di fiori. Le carte, infatti, non hanno numeri bensì rappresentazioni grafiche di diverse varietà di fiori.
La versione Coreana si gioca in due, tre o anche quattro persone, quella nipponica in due. Le varianti più note e più in voga di questo gioco di carte sono il Go-stop e il Seotda. Lo scopo del gioco è collezionare più punti. Vince, infatti, chi alla fine ottiene più punti.

Per i bimbi, invece, c'è lo Yut Nori, il gioco del bue, in voga già all'epoca dei tre regni, anche se le origini non sono ben chiare. Si pensa, infatti, che in principio sia stato usato per i riti divinatori. Assomiglia molto al nostro gioco dell'oca. Lo scopo del gioco è far sì che le quattro pedine (mal = cavalli) di cui si dispone escano dalla Porta Nord prima di quelle degli avversari. Il tabellone è composto da 29 caselle, di cui 4 rappresentano proprio i punti cardinali. Al posto dei dadi si usano, però, quattro bastoncini provvisti di una parte curva decorata e una piatta liscia. Lanciando in aria i bastoncini si possono ottenere 5 combinazioni che permetteranno alla pedina di avanzare di un tot di caselle: 1 se lanciando si ottiene la combinazione del maiale (Do); 2 se quella del cane (Gae); 3 se quella della pecora (Geol); 4 se quella del bue (Yut) e 5 se si ottiene quella del cavallo (Moe). Infine con la combinazione dello Yut o del Mo si ha anche diritto ad un turno in più. Si può anche decidere di far avanzare una delle quattro pedine di cui si dispone indistintamente.

Un gioco per uomini e donne colti è la versione coreana del Karuta, il Gioco dei Cento Poeti. Il conduttore del gioco recita la prima metà di una poesia classica di pochi versi e i giocatori devono trovare l'altra metà della poesia.
Gli anziani in campagna, invece, trascorrono il tempo praticando il Tai Chi e cantando, uno per volta, senza coretti. Di solito sono più le donne a cimentarsi nei balli e nel canto, soprattutto nei giorni di festa e in abiti tradizionali, ridendo e scherzando tra loro, mentre gli uomini sono più avvezzi alle chiacchiere da seduti mentre fumano, magari, le lunghe pipe.
Immancabile, infine, un classico dei classici e aggiungerei gli aggettivi internazionale e senza età, il kawi bawi bo, che tradotto sarebbe sasso-carta-forbici, la morra cinese per intenderci. Questo gioco non ha bisogno di spiegazione alcuna, ma è con questo gioco che un pensiero nasce spontaneo: lo sport non ha confini, anzi, è nato per unire... 


E voi che sport/giochi/passatempi preferite/praticate/giocate?
Se vi va condivideteli con noi ;)

Alla prossima ventata ^-^


Lo sport è l'esperanto delle razze (Jean Giraudoux)

   




sabato 23 luglio 2016

Impara il Coreano con Colorful! Lezione 4

Per leggere i post sulle lezioni precedentiLEZIONE 1 - LEZIONE 2 - LEZIONE 3

Ciao ragazzi! Spero che stiate passando delle buone vacanze estive, le mie sono appena cominciate dopo una lunga sessione estiva. Questa è la causa della mancanza di lezioni nel mese di giugno, con l'arrivo dell'autunno cercherò di essere più puntuale. <3

sabato 18 giugno 2016

"Una Ventata d'Oriente"

La Festa delle Stelle Innamorate alias "Tanabata"

Sono tantissimi i manga e gli anime in cui si trovano riferimenti più o meno palesi al Tanabata: da Sailor Moon a Nana, da Bleach a Ramna, da Il Canto delle Stelle a La Malinconia di Haruhi Suzumiya e tanti altri ancora. Per non parlare della letteratura: dalle poesie agli Haiku scritti appositamente per l'occasione...
Potevamo, dunque, non affrontare anche noi l'argomento portandovi ancora una volta in un viaggio virtuale alla scoperta del Sol Levante e soprattutto delle sue tradizioni millenarie e dei suoi usi e costumi?             Ovviamente la domanda è retorica xD.



Anche questa volta la nostra "visita guidata" inizierà con qualche cenno alla storia e alla leggenda.

La leggenda più quotata narra: "Più di 2000 anni fa il sovrano di tutti gli dei e imperatore del Cielo, Tentei, aveva una figlia: Orihime (Vega), la quale trascorreva le sue giornate a tessere e cucire vestiti per le divinità. Lavorava senza sosta, di giorno e di notte. Lavorava talmente tanto che non aveva neppure il tempo di pensare a se stessa. Giunta alla maggiore età, però, il padre decise di sceglierle un marito: un giovane Hikoboshi (Altair). Questi era un mandriano e aveva il compito di pascolare i buoi. Era anch'egli un grande lavoratore, un vero stacanovista. Pur essendo un matrimonio combinato i due non appena si conobbero, il giorno delle nozze, si innamorarono follemente l’uno dell’altra. Presi, però, da questo profondo sentimento finirono per dimenticare completamente i propri doveri e la mandria di buoi finì per essere abbandonata a se stessa e agli dei cominciarono a mancare gli abiti. Il sovrano degli dei, adiratissimo per via del loro comportamento, decise di punirli severamente: per evitare che i due potessero incontrarsi, rischiando così di abbandonare nuovamente i propri doveri, creò due sponde separate dal fiume Ama no Gawa (Via Lattea) e lo rese anche impetuoso e privo di ponti. Così facendo separò i due amanti per sempre. Tuttavia il risultato non fu quello sperato: il pastore sognando e pensando sempre alla sua amata non accudiva ugualmente le bestie e neppure la dolce fanciulla, pensando continuamente al suo lui non cuciva più gli abiti agli dei. Il sovrano allora, disperato e commosso da tanto amore, con il consenso anche degli altri dei, altrettanto commossi, emise tale sentenza: “Se deciderete di ritornare ad occuparvi delle vostre attività come un tempo rispettando i vostri doveri, rimarrete divisi dalle sponde del Fiume Celeste per un anno intero, però, vi sarà consentito di potervi incontrare una volta soltanto nella notte del settimo giorno del settimo mese dell’anno.” A queste parole, i due giovani innamorati ripresero ad adempiere ai propri doveri con la speranza di potersi presto riabbracciare. Da quel momento in poi i due amanti ogni 7 luglio attraversano il Fiume Celeste, grazie ad uno stormo di gazze che con le loro ali formano un ponte, e nel cielo stellato si incontrano e si riabbracciano. 
Ancora oggi nelle notti d’estate possiamo alzare gli occhi al cielo ed ammirare il Fiume Celeste: la Via Lattea, ai cui lati si possono scorgere due brillanti stelle: Vega, la principessa Orihime, della costellazione della Lira per noi, di quella della tessitrice per gli orientali ed Altair, il pastore Hikoboshi, della costellazione dell'Aquila per noi, di quella del mandriano per gli orientali. Accanto ad Altair ci sono anche due piccole stelle che la leggenda vuole siano i loro figli. Altra credenza vuole che nei giorni di pioggia i due amanti non possano ricongiungersi per cui le persone pregano perché vi sia bel tempo oltre ad esprimere desideri per se stessi.
Secondo un'altra versione il Tanabata prende origini da una storia molto simile ambientata nell’antica Cina nei pressi del fiume Hanshui, dove abitava una fanciulla, abilissima tessitrice, orgoglio del padre, sovrano della regione. In età da marito anch'ella venne data in moglie ad un giovane pastore e, come la leggenda delle due stelle, anche questi due giovani abbandonarono le loro attività lavorative perché travolti dalla passione e sempre in egual modo vennero separati. In seguito questa leggenda “terrestre” venne trasposta in uno scenario celeste dando vita al mito del Tanabata. Fu fatto, forse, perché i cinesi sono da sempre un popolo di studiosi del cielo e dei fenomeni celesti.
La festa giunse in Giappone durante l’epoca Nara (dal 710 al 794 d.C.), introdotta dall'imperatrice Kouken nel 755 d.C. con il nome Cinese Shichiseki "settima sera" perché si teneva la settima sera del settimo mese del calendario cinese, quando Altair e Vega, protagonisti della leggenda, si vengono a trovare particolarmente vicine. Fu però nel periodo Edo che il Tanabata iniziò ad avere l'enorme popolarità di cui tuttora gode. Il nome alternativo nipponico con cui si indicava lo Shichiseki era Kikkōden (Festa per pregare per le abilità). Fatto sta, però, che negli stessi giorni si teneva un'altra cerimonia religiosa shintoista in cui una miko (sacerdotessa shintoista) tesseva una veste su un telaio e la offriva in dono alla divinità per propiziare, dopo l'avvenuta semina, un buon raccolto autunnale. 

Terminato l'excursus storico-mitologico possiamo finalmente lasciarci avvolgere completamente dall'atmosfera quasi magica della festa :)

Tanabata:usi e costumi
In Giappone per la festa delle stelle è uso comune appendere tanzaku ai rami di un albero di bambù. Cos'è un tanzaku? Semplicemente un desiderio, una poesia, una preghiera, scritti in verticale su un cartoncino colorato o su della carta tradizionale di forma rettangolare. Vengono poi appesi ai rami di bambù che sono adornati con altri ornamenti in carta, sistemati nei giardini o all’ingresso delle case. In questa occasione, l’usanza dei popoli orientali è quella di rivolgere preghiere alle due stelle e in particolare i giovani chiedono protezione per i loro sentimenti e aiuto per poter migliorare le loro abilità e lo studio.
Questa Festa delle Stelle, nata dal Festival Cinese Qixi che si rifà alla leggenda di Vega e Altair, si celebra tra il 7 luglio e il 7 agosto (a seconda che ci si riferisca al calendario solare o lunare).
Il Tanabata è ancora oggi una festa popolare caratterizzata da vistose e colorate decorazioni, sfilate, parate per l’occasione e da bancarelle con cibi tipici. Spesso, poi, capita che i bambù e le decorazioni vengano fatti galleggiare su un fiume o vengano bruciati dopo il festival, intorno alla mezzanotte o il giorno successivo. 
Per celebrare l'incontro delle due stelle, quindi, ci si riversa nelle strade illuminate dalle luci dei zen-washi (tipiche lampade di carta) e arricchite da diverse decorazioni simboliche, indossando il tradizionale yukata (kimono estivo)
Sendai
Il più grande ed elegante festival al mondo di carta e bambù si tiene a Sendai dal 6 all'8 agosto. Il Festival di Sendai riporta indietro all'epoca Masamune, il primo Signore Feudatario di Sendai. Durante il festival, l'intera città si adorna di colorate decorazioni di Tanabata. Infatti magnifiche decorazioni moderne di bamboo, così come decorazioni tradizionali di bambù, si ritrovano quasi in ogni dove. C'è anche un workshop dove poter creare le decorazioni Nanatsu-kazari e le scritte sui tanzaku votivi, Balli, spettacoli, bancarelle culinarie, ma non solo, fantastiche illuminazioni ispirate alla Via Lattea e tanto altro ancora rendono magica la notte delle stelle innamorate. Il festival richiama più di due milioni di turisti ogni anno.
Hiratsuka
Ichinomiya
Il Tanabata di Hiratsuka, nella prefettura di Kanagawa, si svolge tra il 4 e il 6 luglio ed è il più grande nella regione del Kantō. Ogni anno le strade vengono addobbate con numerose decorazioni, soprattutto l'ultimo giorno e alcune decorazioni sono così grandi da essere sorrette da apposite travi in acciaio piuttosto che dai tradizionali alberi di bambù.
Ichinomiya, nella prefettura di Aichi, si festeggia tra il 24 e il 27 luglio. Viene organizzato all'interno di Honmachi Shotengai, un viale di cinquecento metri che conduce al santuario di Masumida. In conconìmitanza col festival si tiene il concorso di "Miss Tanabata".
San Paolo
Al di fuori del Giappone il più importante Tanabata è quello di San Paolo in Brasile nel quartiere asiatico Liberdade il primo fine settimana di luglio..

E in Italia è possibile festeggiare il Tanabata? 
Tanabata in Italia
Anche in Italia c'è la possibilità di festeggiare il Tanabata.
Alla Limonaia di Villa Vogel e al Parco di Villa Vogel a Firenze sabato 16 e domenica 17 luglio 2016 si terrà proprio la Festa Giapponese delle Stelle animata con giochi tradizionali giapponesi per bambini, danze, un mercatino e l'angolo gastronomico Mangiappone...e l'ingresso è libero


E infine...
5 curiosità sul Tanabata

1. Il nome è un esempio di caratteri assegnati a posteriori. Vi fu infatti una fusione tra la cerimonia della miko tessitrice scintoista, chiamata tanabatatsume "donna del telaio", e il Kikkōden (il Qixi Cinese) fino a diventare Tanabata


2È una dei gosekku, le cinque festività maggiori dell'anno.


3Nel 2008, il 34º vertice del G8 a Tōyako (Hokkaidō) coincise con i festeggiamenti del Tanabata. Ai leader fu chiesto di scrivere un tanzaku, appenderlo ad un ramo di bambù e di impegnarsi a intraprendere azioni atte a cambiare il mondo in meglio. L'evento ebbe una tale risonanza che il maggiore quotidiano indiano a diffusione nazionale, The Hindu, pubblicò un editoriale riassumendo i maggiori temi trattati dal vertice sotto forma di desideri. Allo stesso tempo furono sensibilizzati anche i giapponesi e i visitatori in terra nipponica ad esprimere i propri desideri riguardo al futuro della Terra proprio attraverso i tanzaku. Inoltre i giapponesi vennero invitati a spegnere le luci delle proprie abitazioni e ad uscire di casa per poter godere dello spettacolo della Via Lattea nel cielo notturno.

Orizuru

4Le decorazioni tipiche sono sette come sette è il mese e il giorno della festa, e ognuno ha la sua valenza simbolica:

Kamigoromospeciali kimono di carta utilizzati nelle sfilate e nelle parate, segno di buon auspicio per evitare malanni ed incidenti.
Orizuru: file di origami (soprattutto gru) che portano salute, protezione e lunga vita alle famiglie.
Tanzakustrisce di carta colorata che simboleggiano i fili di seta intrecciati da Orihime. Su di essi vengono scritti, a volte sotto forma di poesia, preghiere e desideri da appendere sugli alberi di bambù
Kuzukago
Toami: reti come quelle da pesca per varie decorazioni, la cui esposizione porterebbe fortuna nella pesca e nei raccolti.
Kuzukago: cestini per la carta e i bigliettini, simboleggiano la purezza e la prosperità.
Fukinagashi: strisce filanti colorate penzolanti da ogni dove che richiamano i filamenti che Orihime tesseva.
Kinchaku: borsettine tradizionali che portano buoni affari e ricchezza.
5Durante un episodio della settima stagione di The Big Bang TheoryRajesh narra la leggenda del Tanabata.



E anche per stavolta è tutto... o quasi xD... concludo dedicandovi una poesia d'amore:



Tre Fiammiferi 
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.
Jacques Prévert

E ricordate che basta veramente poco per avere il vostro tanabata... 
Il 7 luglio alzate gli occhi al cielo, esprimete un desiderio, scrivetelo su un pezzetto di carta rettangolare, appendetelo ad un ramo di un albero o ad una canna di bambù e affidatelo alle stelle! 
"Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le Stelle, i Fiori e i Bambini"
Dante Alighieri

Your Love- Ennio Morricone ft. Dulce Pontes


da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-7932>

venerdì 20 maggio 2016

Impara il Coreano con Colorful! Lezione 3


Per leggere i post sulle lezioni precedentiLEZIONE 1 - LEZIONE 2


Salve a tutti ragazzi!

Nonostante lo studio che devo purtroppo fare in queste settimane per la sessione estiva, sono riuscita a scrivere questo post sul corso di coreano. Sono molto contenta che vi stia piacendo, noi del Colorful stiamo cercando duramente di lavorare per voi. <3 

La scorsa volta abbiamo visto le consonanti e le doppie, quindi ora inizierò a dirvi qualcosa riguardo alla scrittura. I caratteri coreani sono sia orizzonali che verticali. Come facciamo quindi a scrivere? 

venerdì 13 maggio 2016

"Una Ventata d'Oriente"

L'estate è prossima e con l'estate, si sa, arrivano le vacanze :D
In questo periodo le si inizia a progettare...
L'ideale sarebbe poter partire per mete esotiche, lontane... ma la realtà può essere, ahimè, molto diversa Y.Y

Comunque sognare a occhi aperti non costa nulla per cui... chiudete gli occhi e aprite la mente perché vi porteremo, facendovi da guida, in un "Viaggio alla scoperta della Cultura Asiatica".


Per questo primo appuntamento abbiamo scelto di parlarvi di una tradizione propria dei mesi di marzo-aprile-maggio. Quale?
L'Hanami "花見, ammirare i fiori (letteralmente Hana: Fiori e Mi: Guardare)" che altri non è se non il rimirare gli alberi in fiore, soprattutto i ciliegi, i "Sakura".

Tradizione ancora molto sentita in Giappone, tanto da osservare vere e proprie migrazioni di giapponesi verso le sessanta località più famose del Paese, dura da inizio aprile (nel sud dell'isola di Kyushu) a metà maggio (nel settentrionale Hokkaido).
Al giorno d'oggi la festa consiste nel consumare un sostanzioso pic-nic, spesso a base di sushi, birra e sakè all'ombra degli alberi fioriti (Tenete presente che in alcuni casi le persone arrivano anche 12 ore prima per aggiudicarsi la posizione migliore).
Il fiore di ciliegio con la sua delicatezza e brevità d'esistenza rappresenta per i Giapponesi il simbolo della fragilità, della caducità della vita, tema importante nel Buddismo, ma è anche simbolo della rinascita e della bellezza dell'esistenza.

In ogni tour che si rispetti non può mancare per cominciare qualche cenno alla storia, ai miti e alle leggende. Ed è proprio da qui che inizierà il nostro viaggio virtuale spazio-temporale :)
Yoshino


Yoshino (le cui colline in primavera si colorano di rosa pallido per gli alberi in fiore) è la città di origine dei Ciliegi Giapponesi.
Leggenda vuole che i primi alberi siano stati piantati nel VII secolo d. C. dal sacerdote En-no Ozuno, il quale scagliò una maledizione contro chiunque avesse osato abbatterli.
Fatto sta, comunque, che gli yamazakura sono alla base di centinaia di ibridi ottenuti col tempo e sono ora la varietà giapponese per eccellenza. La stessa imperatrice Jito (645-702) si recava a Yoshino per ammirarne la fioritura.
Si può, quindi, affermare che con i suoi cinque petali rosa pallido, quasi bianco, perfettamente sagomati, il Somei Yoshino è il Sakura per eccellenza, tanto che la sua fioritura è considerata l'inizio della fioritura dei ciliegi.
Secondo alcuni miti la divinità Konohana-Sakuyahime si manifestò per la prima volta agli uomini impossessandosi di un albero di ciliegio e da allora i giapponesi si riuniscono sotto i ciliegi in fiore in un particolare periodo dell'anno, che coincide anche con l'inizio della stagione della semina del riso e delle attività agricole, per offrire alla dea preghiere e doni e bere sakè in suo onore in cambio di un ricco raccolto.
Secondo altre fonti pare che quest'usanza sia nata durante il periodo Nara (710-794 d.C.) quando la Dinastia Cinese Tang influenzò il Giappone portandovi molte tradizioni e costumi, tra cui proprio l'Hanami. Sebbene i fiori inizialmente celebrati fossero quelli di prugno (Ume) i Sakura divennero ben presto, nel periodo Heian, i prediletti, perché la loro bellezza attirava di più l'attenzione.
Fu l'Imperatore Saga ad adottare questa tradizione iniziando a tenere feste e balli sotto gli alberi di ciliegio nel giardino del palazzo della Corte Imperiale a Kyoto. All'epoca, però, come potete ben immaginare, l'Hanami era un evento riservato solo alle persone di alto lignaggio, nobili e samurai che frequentavano la corte, e ai poeti perché ne scrivessero dei versi.
Toyotomi Hideyoshi, grande signore della guerra e unificatore del Giappone, si dice abbia tenuto il primo Hanami nel 1598 a Kyoto al tempio Daigoji insieme ai feudatari, come da consuetudine.
Si dovrà attendere, infatti, il periodo Edo (corrispondente all'incirca al XVII secolo) perché quest'usanza diventi fruibile a tutti e quindi tradizione popolare.
Diffusa è anche la credenza che l'Hanami metta in qualche modo in comunicazione con l'aldilà perché si dice che i morti siano sepolti sotto ai ciliegi.
Infine un'ultima credenza popolare sostiene che bere una bevanda in cui sia caduto un petalo sia di buon auspicio.
Termina qui questa breve, ma doverosa, parentesi.
Possiamo quindi proseguire il nostro viaggio alla scoperta dell'Hanami.
Hanami

Come celebrano l'Hanami i Giapponesi?


Partiamo dal presupposto che non esiste un giorno preciso per celebrarlo perché la data della fioritura è variabile a seconda del clima e della regione. 
Allora come si fa a sapere quando poter fare Hanami? Presto detto.
L'Agenzia Meteorologica Nipponica ogni anno fornisce le previsioni delle fioriture città per città indicando quando nasceranno i primi boccioli e quando raggiungeranno il massimo splendore. Ci sono comunque tanti blog sull'hanami, notizie, menù speciali nei ristoranti e talk show che seguono l'evento durante tutta la fioritura, dai primi di febbraio a Okinawa agli inizi di maggio a Sapporo.
Durante l'Hanami, periodo che coincide con l'inizio dell'anno scolastico, i Giapponesi

organizzano colorati pic-nic, feste ed escursioni nei parchi cittadini o nei giardini privati. 
Famiglie e gruppi di amici e colleghi, nonché gruppi di ragazzi si riuniscono sotto i ciliegi portandosi dietro dei teli o stuoie di plastica blu da casa. Questi saranno stesi al suolo e su di essi ci si siederà per bere birra e mangiare i bento in cui non mancheranno i dango (deliziose polpette di riso accompagnate da tè verde preparate nei tre colori che richiamano la primavera: rosa, bianco e verde) o il sakuramochi (il dolce tipico del periodo fatto con pasta di fagioli e riso pestato avvolto in una foglia di ciliegio salata). 
Yozakura
Si tratta dunque di piccole feste o banchetti all'aperto. Ma sono comuni anche le lunghe passeggiate nei parchi con il solo scopo di rilassarsi e dedicarsi alla meditazione e contemplazione della natura e di sé con lo scopo di ritrovare il benessere psico-fisico e rinnovare lo spirito. 
La festa inizia come Hanami al sorgere del sole e continua fino a notte fonda trasformandosi in Yozakura (fiori di ciliegio di notte), festa per cui vengono allestiti stand culinari e in cui si canta e si beve sakè illuminati dalle Chochin, le colorate lanterne di carta. 


Dove fare l'Hanami? E quali sono i Luoghi più gettonati?

Tra la fine di Febbraio e la metà di Maggio le terre del Sol Levante si trasformano in distese colorate di alberi e petali dove è bello anche solo perdersi nella contemplazione o passeggiare ammirando lo straordinario spettacolo che la natura offre. Ci sono, come già anticipato, una sessantina di luoghi ritenuti i più belli e famosi, oltre che suggestivi, dove fare l'Hanami. 
Shidarezakura
Al primo posto c'è il Parco Maruyama a Kyoto, noto soprattutto per lo shidarezakura, il ciliegio piangente, una varietà unica al mondo. A seguire ci sono poi  a Tokyo il Parco di Ueno fra lo zoo e alcuni templi del XVII secolo; il Parco di Shinjuku "Shinjuku Gyoen" in cui si trovano una decina di tipi diversi di ciliegio e dove l'atmosfera è più calma e rilassata; Chidorigafuchi nei pressi del Palazzo Imperiale, dove si può anche noleggiare una barca per navigare nei canali; il Parco Sumida sulla riva dell'omonimo fiume dove si trovano gli stand culinari e gli alberi illuminati con le lanterne; il Giardino Botanico di Koishikawa, uno dei posti più tranquilli in città. 
Chidorigafuchi
Poi ancora a Himeji il Castello di Himeji, roccaforte di addestramento dei leggendari guerrieri giapponesi esperti di arti marziali e che ospita un'ampia superficie alberata disposta a labirinto;
a Hirosaki il Castello di Hirosaki circondato da cinque mila ciliegi e che ospita la festa dei ciliegi in fiore dal 23 aprile al 5 maggio;
il Parco di Inokashira a Kanazawa, sito nel castello e il Giardino Kenrokuen che nei giorni di massima fioritura è aperto al pubblico gratuitamente e di notte vengono accese le luci per meglio godere dello spettacolo dei ciliegi in fiore;
a Yokohama il Parco Kaminoyama o il Giardino Sankeien dove si trovano anche edifici d'epoca; 
Castello di Osaka
infine ad Osaka il Parco del Castello ospitante più di 400 ciliegi, piacevole per i vasti giardini e per la vista sulla torre del castello che si illumina di notte.



5 Curiosità sui Sakura

1) I fiori di ciliegio sono stati a lungo un simbolo legato al nazionalismo e militarismo giapponese. Un fiore caduto rappresentava un samurai che aveva sacrificato la sua vita per l'imperatore.
Durante la Seconda Guerra Mondiale i sakura avevano un significato simile quando dipinti sul lato degli aerei da guerra kamikaze.

Gioiko

2) I fiori di ciliegio possono avere diversi colori: dalle varie sfumature di rosa al bianco, al crema, al verde chiaro, al giallo. Gli Ukon (curcuma) sono giallastri; gli Shogetsu bianchi; gli Gioiko verde pallido e i fiori del pregiato ciliegio Usuzumi vanno dal rosa pallido al bianco in piena fioritura al quasi nero inchiostro quando appassiscono.
Sakurayu

3) I fiori di ciliegio sono commestibili. Il Sakurayu è un infuso di fiori di ciliegio in salamoia immersi in acqua calda. Il fiore può anche essere aggiunto ai cibi, dai macarons ai gelati. Infine anche le foglie possono essere mangiate. Di solito, infatti, vengono salate e messe sottaceto e poi usate per avvolgere i mochi.

Kikuzakura
Jugatsuzakura
4) I Giapponesi diversificano i fiori di ciliegio in base al numero di petali. Cinque è il numero usuale. Tra quelli con più di cinque petali, indicati come Yaezakura, troviamo il Kikuzakura (ciliegio crisantemo) che ne ha circa cento. Qual è la differenza con i classici alberi con fiori con cinque petali? La fioritura. Gli Yaezakura, infatti, fioriscono più tardi, di solito nel mese di aprile e le fioriture durano più a lungo. Una varietà di Yaezakura, il Jugatsuzakura (ciliegio d'ottobre), fiorisce da ottobre a gennaio. 

5) Un proverbio molto usato e legato ai fiori e all'Hanami è: "Hana Yori Dango" (Meglio i Dango che i fiori) che sta a significare "meglio curarsi delle cose pratiche e utili piuttosto che dell'apparenza e della sola estetica" (Questo proverbio ha ispirato anche Yoko Kamio nota proprio per il manga Hana Yori Dango, laddove lì il senso era inteso come meglio i ragazzi che i fiori riferendosi ai flower four, i quattro ragazzi protagonisti).


Questa tradizione, come si può esser facilmente indotti a pensare, non è solo esclusivamente orientale. Da molto tempo, possiamo dire secoli, si è ormai diffusa in tutto il mondo. Scopriamo insieme dove e come.

L'Hanami nel mondo

Washington DC

Stati Uniti: Nel 1912 il Giappone con il sindaco di Tokyo donò all'America 3000 Sakura, piantati a Washington sul Tidal Basin, per celebrare l'amicizia delle Nazioni. Fautore dell'evento fu Jokichi Takamine, scopritore dell'adrenalina.
Dal 1935 l'anniversario di quest'evento viene celebrato con il "Cherry Blossom Festival". Altri 3800 Sakura sono stati aggiunti nel 1965. 
In Georgia a Macon crescono circa 300000 Sakura e si celebra ogni anno in primavera l'"International Cherry Blossom Festival".
A New York, Brooklyn, dal 1981 presso il giardino botanico si svolge l'"Annual Sakura Matsuri Cherry Blossom Festival".  
Analoghe celebrazioni si svolgono anche a Philadelphia e in altri luoghi negli USA.

Quartiere Roihuvuori Helsinki

L'Hanami è celebrata anche in diversi Paesi Europei tra cui la Finlandia in cui le persone si riuniscono nel quartiere Roihuvuori a Helsinki per celebrare proprio la fioritura dei ciliegi.


E in Italia? Si fa l'Hanami?

Il nostro Bel Paese non è da meno degli altri Paesi Comunitari e pertanto anche da noi risulta possibile poter fare l'Hanami. Dove?
Due sono i luoghi in cui si può avere l'impressione di venir catapultati in Giappone e godersi l'Hanami. 
Quali?
scorcio della Collina dei Ciliegi 
A Milano alla Collina dei Ciliegi in Viale Sarca: una montagnola-giardino alta circa 25 metri ricavata negli ex impianti Pirelli, in cui sono stati piantati circa seimila arbusti tra cui Prunus Serrulata Kanzan, Prunus Serrulata Avium e Prunus Subhitella, varietà di ciliegi da fiore. Venne realizzata otto anni fa con detriti di materiale di cantiere e la sua superficie è di trentamila metri quadrati.

A Roma nel Parco dell'Eur. Qui si possono ammirare i Sakura.
Centocinquanta Prunus Yedoensis (ciliegi Yoshino, ibridi tra prunus speciosa e prunus subitella) furono donati dalla città di Tokyo all'Italia il 20 luglio del 1959, dall'allora ministro Nobosuke Kishi, come simbolo d'amicizia tra i due Paesi. In quell'occasione venne inaugurato il vialetto che attraversa il Parco dell'Eur battezzato "Passeggiata del Giappone". 
Roma Passeggiata del Giappone
Gli alberi Yoshino giunti tra il 1959 e il 1960 con un'età di 80 anni sono prossimi al termine del loro ciclo vegetativo. Pertanto è in atto il ricambio generazionale che garantirà la continuità della caratteristica fioritura di fine marzo e inizio aprile che da anni attira non solo Giapponesi residenti a Roma, ma anche amanti della cultura nipponica spinti dalla voglia di fare l'Hanami. 
Non è più raro, dunque, imbattersi nel periodo della fioritura in persone che passeggiano o consumano pic-nic all'ombra dei ciliegi e che magari indossano anche il Kimono (abito tradizionale Giapponese). 
La popolarità del Parco è aumentata a tal punto da portare a creare una pagina Facebook.

Ma se non siamo di Roma o Milano, ma abbiamo voglia di provare l'ebrezza dell'Hanami che si fa? 

Basterà trovare in una bella giornata un parco con alberi in fiore e contemplare in silenzio la bellezza della fioritura rallentando i propri ritmi in puro spirito orientale, ricordandosi sempre di rispettare gli alberi e quindi la natura. L'unicità dell'Hanami è racchiusa proprio nella contemplazione dei fiori, metafora della vita, e nella comunione d'esperienza con gli altri. 

E con questo il nostro viaggio virtuale, per questa volta, ha termine.

Al prossimo appuntamento e ricordate:
.Dove vedere - Hanami Fioritura Ciliegi a Milano 1 aprile 2015
Solo lo stolto percorre correndo il cammino della vita senza soffermarsi ad osservare le bellezze del creato.
(Proverbio Tibetano)

Dove vedere - Hanami Fioritura Ciliegi a Milano 1 apri